Patio sul mare

  • Tipo di edificio : Villa isolata
  • Anno di costruzione : 2013
  • Anno di consegna : 2013
  • N° - strada : via dei bacini 73010 PORTO CESAREO (LE), Italia
  • Zona climatica :

  • Superficie utile calpestabile : 136 m2
  • Costo di costruzione/ristrutturazione : 300 000 €
  • Costi/m2 : 2205.88 €/m2

Certifications :

  • Consumo di energia primaria :
    23 kWhpe/m2.anno
    (Metodo di calcolo : UNI TS 11300 )
Consumo di energia
Edificio economicoEdificio
< 50A
A
51 à 90B
B
91 à 150C
C
151 à 230D
D
231 à 330E
E
331 à 450F
F
> 450G
G
Edificio ad alto consumo energetico

A Porto Cesareo, a 30 mt dal battigia, in una zona ad altissimo impatto ambientale, nella baia di Torre Chianca, è stato recuperato uno dei tanti edifici per lo più abusivi, che devastano la costa salentina. L’edificio si presentava come un parallelepipedo di scarso valore costruttivo, realizzato sul finire degli anni ’60, con numerose aggiunte e superfetazioni abusive stratificate nel tempo. Adagiato in contropendenza sulla duna costiera, sviluppava due piani fuori terra in corrispondenza della spiaggia mentre nella parte retrostante, a seguito dello sbancamento dunale era stato ricavato un piano ribassato. La scarsa accortezza costruttiva e l’uso di materiali scadenti utilizzati non garantivano, all’interno, condizioni di salubrità, oltre che di staticità. Una nuova committenza “illuminata”, propensa ad investire nel Salento, diventa occasione per lo studio d’architettura del gruppoforesta di trasformare l’abuso costruito sulla duna di Porto Cesareo, in un edificio sostenibile, classe energetica “A” in conformità alla legge13/08 “Norme per l’abitare sostenibile” e nel rispetto del Protocollo Itaca. L’intervento è volto a migliorare l’involucro edilizio ed il suo rapporto con l’ambiente circostante, tramite scelte architettoniche e tecniche in linea con l’abitare sostenibile e la qualità delle opere di architettura. La ricerca parte dal genius loci. Il Salento, “una terra arditamente prolungata nel mare mediterraneo”, caratterizzata da una forte esposizione al sole, da un clima temperato con una temperatura media annua che oscilla intorno ai 16-20 C°. Questa condizione climatica diventa il punto di partenza del progetto, scandisce le scelte, determina il risultato finale. Nel bacino del mediterraneo è facile intuire che la luce, il vento e il sole diventano materiali da costruzioni al pari del mattone o della pietra. La particolarità del recupero del manufatto consiste non tanto nella “sostenibilità tecnologica” dell’edificio stesso – qualità oramai accessibile e necessaria – quanto nella capacità dei progettisti di coniugare qualità architettonica, prestazioni energetiche e soprattutto il genius loci. Il recupero non nostalgico delle tradizionali “buone pratiche” del costruire del territorio, come per esempio l’orientamento rispetto ai venti e al sole, l’uso dei materiali con forte inerzia termica, ha permesso di raggiungere il traguardo della sostenibilità senza ricorrere a soluzioni tecnologiche ed impiantistiche esasperate. Il manufatto rispetta le prescrizioni normative, attraverso l’interpretazione del luogo e della storia, facendo dialogare la qualità architettonica e le prestazioni energetiche dell’edificio, mediante soluzioni costruttive tradizionali e l’uso di tecnologia sempre “a servizio” dell’architettura e non come condizione necessaria al raggiungimento della qualità dell’abitare. L’intervento è stato in primis quello di demolire, autodenunciandosi, gli abusi e riportare l’edificio al suo stato iniziale. Successivamente, a causa di fenomeni di rotazione presenti sul manufatto, si è ritenuto necessario un intervento di consolidamento statico attraverso la realizzazione di un sistema a telaio in c.a. che inquadra il terrazzo fronte mare. Per garantire salubrità attraverso un irraggiamento diretto, è stata sventrata la parte centrale per creare una piccola corte su cui ruota la nuova distribuzione interna. Il colore dei prospetti riprende la tonalità della sabbia antistante e i parapetti in vetro eliminano qualsiasi barriera visiva. L’area a verde è piantumata con essenze arboree autoctone. Nonostante il punteggio raggiunto (3,12) i progettisti, e di conseguenza la committenza, hanno ritenuto opportuno non utilizzare la premialità di cubatura nel rispetto del contesto ambientale e della torre saracena che segna l’intera baia. Tutto questo per non incidere in maniera negativa su un territorio già consumato, avvilito e depredato e si è continuato l’iter del Protocollo Itaca per dare al progetto e all’edificio un’attestazione della qualità ottenuta; d’altronde non sarebbe stato possibile usufruire, data l’ubicazione dell’immobile, della premialità, tantomeno degli incentivi da parte del Comune (ovviamente assenti). Quando ci si interfaccia con la natura, il valore di proprietà viene sempre meno rispetto all’interesse della collettività e alla tutela dell’ambiente.

Maggiori dettagli sul progetto

 http://www.gruppoforesta.com/progetti/patio-sul-mare/

Attendibilità dei dati

Certificazione di terza parte

Stakeholders

    Progettista

    IMPRESA ESECUTRICE DELLE OPERE EDILI : DE MATTEIS COSTRUZIONI, COPERTINO; IMPRESA ESECUTRICE INTONACI: PR EDILIZIA DI PELLEGRINO ROBERTO, LEQUILE; IMPRESA ESECUTRICE DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E DELL’IMPIANTO IDROSANITARIO: PELLEGRINO ARMANDO IMPIANTI

Tipologia contrattuale

Costruzione in proprio

Approccio del proprietario alla sostenibilità energetica

Quando ci si interfaccia con la natura, il valore di proprietà viene sempre meno rispetto all’interesse della collettività e alla tutela dell’ambiente. Questo intervento può divenire un esempio di come la legge regionale 13/08 può generare auto-processi di rigenerazione ambientale se comunicata e recepita in termini culturali ed economici dai singoli cittadini. In questo modo, l’abusivismo di Porto Cesareo, esplicazione violenta dell’interesse privato, può divenire una polveriera positiva che, esplodendo in maniera spontanea, può auto-generare un sistema di riqualificazione urbana, ambientale e sociale generale, andando oltre la rigenerazione architettonica dei singoli edifici.

Descrizione architettonica

A Porto Cesareo, a 30 mt dal battigia, in una zona ad altissimo impatto ambientale, nella baia di Torre Chianca, è stato recuperato uno dei tanti edifici per lo più abusivi, che devastano la costa salentina. L’edificio si presentava come un parallelepipedo di scarso valore costruttivo, realizzato sul finire degli anni ’60, con numerose aggiunte e superfetazioni abusive stratificate nel tempo. Adagiato in contropendenza sulla duna costiera, sviluppava due piani fuori terra in corrispondenza della spiaggia mentre nella parte retrostante, a seguito dello sbancamento dunale era stato ricavato un piano ribassato. La scarsa accortezza costruttiva e l’uso di materiali scadenti utilizzati non garantivano, all’interno, condizioni di salubrità, oltre che di staticità. Una nuova committenza “illuminata”, propensa ad investire nel Salento, diventa occasione per lo studio d’architettura del gruppoforesta di trasformare l’abuso costruito sulla duna di Porto Cesareo, in un edificio sostenibile, classe energetica “A” in conformità alla legge13/08 “Norme per l’abitare sostenibile” e nel rispetto del Protocollo Itaca. L’intervento è volto a migliorare l’involucro edilizio ed il suo rapporto con l’ambiente circostante, tramite scelte architettoniche e tecniche in linea con l’abitare sostenibile e la qualità delle opere di architettura. La ricerca parte dal genius loci. Il Salento, “una terra arditamente prolungata nel mare mediterraneo”, caratterizzata da una forte esposizione al sole, da un clima temperato con una temperatura media annua che oscilla intorno ai 16-20 C°. Questa condizione climatica diventa il punto di partenza del progetto, scandisce le scelte, determina il risultato finale. Nel bacino del mediterraneo è facile intuire che la luce, il vento e il sole diventano materiali da costruzioni al pari del mattone o della pietra. La particolarità del recupero del manufatto consiste non tanto nella “sostenibilità tecnologica” dell’edificio stesso – qualità oramai accessibile e necessaria – quanto nella capacità dei progettisti di coniugare qualità architettonica, prestazioni energetiche e soprattutto il genius loci. Il recupero non nostalgico delle tradizionali “buone pratiche” del costruire del territorio, come per esempio l’orientamento rispetto ai venti e al sole, l’uso dei materiali con forte inerzia termica, ha permesso di raggiungere il traguardo della sostenibilità senza ricorrere a soluzioni tecnologiche ed impiantistiche esasperate. Il manufatto rispetta le prescrizioni normative, attraverso l’interpretazione del luogo e della storia, facendo dialogare la qualità architettonica e le prestazioni energetiche dell’edificio, mediante soluzioni costruttive tradizionali e l’uso di tecnologia sempre “a servizio” dell’architettura e non come condizione necessaria al raggiungimento della qualità dell’abitare. L’intervento è stato in primis quello di demolire, autodenunciandosi, gli abusi e riportare l’edificio al suo stato iniziale. Successivamente, a causa di fenomeni di rotazione presenti sul manufatto, si è ritenuto necessario un intervento di consolidamento statico attraverso la realizzazione di un sistema a telaio in c.a. che inquadra il terrazzo fronte mare. Per garantire salubrità attraverso un irraggiamento diretto, è stata sventrata la parte centrale per creare una piccola corte su cui ruota la nuova distribuzione interna. Il colore dei prospetti riprende la tonalità della sabbia antistante e i parapetti in vetro eliminano qualsiasi barriera visiva. L’area a verde è piantumata con essenze arboree autoctone. Nonostante il punteggio raggiunto (3,12) i progettisti, e di conseguenza la committenza, hanno ritenuto opportuno non utilizzare la premialità di cubatura nel rispetto del contesto ambientale e della torre saracena che segna l’intera baia. Tutto questo per non incidere in maniera negativa su un territorio già consumato, avvilito e depredato e si è continuato l’iter del Protocollo Itaca per dare al progetto e all’edificio un’attestazione della qualità ottenuta; d’altronde non sarebbe stato possibile usufruire, data l’ubicazione dell’immobile, della premialità, tantomeno degli incentivi da parte del Comune (ovviamente assenti). Quando ci si interfaccia con la natura, il valore di proprietà viene sempre meno rispetto all’interesse della collettività e alla tutela dell’ambiente.

Cosa cambieresti se dovessi farlo di nuovo?

nulla

Opinioni degli utilizzatori dell'edificio

L'immobile acquistato in pessimo stato di conservazione ora è divenuto un forte segnale di qualità architettonica, dove benessere e tecnologia si coniugano con l'ambiente.

Energy consumption

  • 23,00 kWhpe/m2.anno
  • 41,00 kWhpe/m2.anno
  • UNI TS 11300

  • 18,00 kWhfe/m2.anno
  • Fabbisogno di energia termica per ACS (Qw)6,15

    Perdite dell'impianto per ACS (Ql,w)0,3

    Energia ausiliaria elettrica (Qaux,w)0

    Energia termica per ACS prodotta dagli impianti a fonte energetica rinnovabile (Qg, w) (B)12

    Energia ausiliaria elettrica per ACS prodotta dagli impianti a fonte energetica rinnovabile (Qg, el, w)0

    Fabbisogno di energia primaria per ACS (Epacs)18

  • 41,00 kWhpe/m2.anno

Performance dell'involucro

  • 0,62 W/m2K
  • DescrizioneMURATURA ESTERNA A CAPPOTTO
    Noteprogetto
    GiacituraVE=Verticale esterno
    Origine dei datiDa stratigrafia

    Spessorem0,615
    Massa superficialekg/m²801,033
    Massa totalekg/m²857,033
    Capacità termica internakJ/(m²•K)58,11
    Capacità termica esternakJ/(m²•K)29,48
    Resistenza termica dei materialim²•K/W2,284
    Resistenza termica totalem²•K/W2,454
    Trasmittanza termica totaleW/(m²•K)0,407
    Trasmittanza termica periodicaW/(m²•K)0,005

  • 0,61
  • n50

  • 1,85

Systems

    • Pompa di calore
    • Riscaldamento a pavimento a bassa temperatura
    • Solar thermal
    • Pompa di calore
    • Solare termico
    • Pompa di calore reversibile
    • Raffrescamento gratuito
    • Solare termico
  • 66,00 %
  • Impianto a pannelli solari con caldaia istantanea.
    Il circuito solare è composto da un sistema di collettori, dal gruppo pompe e sicurezza e dalle tubazioni di collegamento. La pompa di circolazione del circuito solare è attivata da un regolatore differenziale di temperatura quando la temperatura all’interno del collettore è superiore alla temperatura di riferimento impostata nel serbatoio di accumulo.

GHG emissions

  • 5,00 KgCO2/m2/anno
  • 33,00 KgCO2 /m2
  • 25,00 anno/i

Life Cycle Analysis

    DURANTE LA FASE PROGETTUALE E LA REALIZZAZIONE DELL'INTERVENTO MOLTO PESO è STATO DATO AI MATERIALI COME SI EVINCE DAL PROTOCOLLO ITACA. Favorire l’impiego di materiali riciclati e/o di recupero per diminuire il consumo di nuove risorse. Favorire l'approvigionamento di materiali pesanti come aggregati, sabbia, cemento, mattoni, acciaio e vetro, di produzione locale. Favorire una progettazione che consenta smantellamenti selettivi dei componenti in modo da poter essere riutilizzate o riciclate. Incentivare quindi la riduzione del consumo di materie prime ed i rifiuti da demolizione. Favorire l’impiego di materiali biosostenibili.

Gestione delle acque

  • 49 992,00 m3
  • 49 992,00 m3
  • 45,00 m3
  • Scopo:
    Ridurre la quantità di effluenti scaricati nella fognatura.

    Indicatore di prestazione:
    Rapporto fra il volume dei rifiuti liquidi non prodotti e la quantità di riferimento calcolata in base al fabbisogno idrico per usi indoor.

    Strumenti di verifica

    Gli effluenti prodotti dalle attività domestiche vengono generalmente scaricati direttamente in fognatura.
    Per minimizzarne il fenomeno è possibile agire sulla riduzione dei consumi e sull’utilizzo di appositi sistemi di
    recupero e/o trattamento delle acque reflue.

    Il calcolo del volume di acqua potabile necessario per soddisfare il fabbisogno idrico per usi indoor è stato ottenuto secondo quanto prevsito dal Piano d’Ambito 2009 dell’ATO Puglia:

    Classe demografica 2.000 < pop < 20.000145 l/ab*g
    Numero appartamenti:1
    Numero abitanti per appartamento:4

    Volume di acqua potabile (A) necessario per soddisfare il fabbisogno idrico:
    4*145*365 = 211.700 l/anno

    Calcolo del volume di acqua risparmiato per usi indoor utilizzando strategie tecnologiche:

    Uso di riduttori/regolatori di flusso per rubinetti del lavabo, bidet, lavello e docce
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per bagno/doccia:42,5 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per lavaggio piatti:10,63 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per cura del corpo:9,56 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per cucinare/bere:7,44 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per pulizie domestiche:3,19 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile per altri usi:8,50 l
    Cons. pro-capite giornaliero di acqua potabile complessivo:81,82 l
    Numero appartamenti:1
    Numero abitanti per appartamento:4
    Consumo di acqua annuale di acqua potabile per gli usi indicati (bagno/doccia, lavaggio piatti, cura del corpo, cucinare/bere, pulizie domestiche e altri usi)
    4*81,82*365 = 119.457,20 l/anno
    Risparmio ipotizzato: 41,85 %
    Volume di acqua risparmiato: 119.457,20 * 56,43% = 49.992,84 l/anno

Qualità dell'aria interna

    I ricambi d’aria sono garantiti, nella maggior parte della degli ambienti principali, da una ventilazione meccanica costante che garantisce una portata d’aria di categoria II secondo la norma UNI 15251.

Salute e comfort

    MODALITA' Ray Conditioning STAGIONE Estate INPUPT ERSONA Altezza 1,80 m Peso 70,0 Kg Area Cutanea 1,88 m² Emissività 0,97 Vestiario Estivo Normale Attività met 1,15 a) In piedi fermo, parlando, con gesti tranquilli b) Seduto, parlando, facendo movimenti come: aprire cassetti, scrivere, ecc. INPUATM BIENTE Emissività 0,92 Temp.Soffitto 26,0 °C Temp.Parete 26,0 °C Temp.Pavimento 24,5 °C Umidità relativa 55 % STRUTTURA n.c. OUTPUATM BIENTE Temp.Aria b.s. 27,2 °C Temp.Media radiante 25,7 °C Temp.Operante 26,4 °C Temp.Rugiada 17,3 °C OUTPUT PERSONA Temp.Superficiale 31,9 °C Coefficiente di vista 0,72 Potenza metabolica totale 125,95 W Potenza radiante 47,1 W Percentuale di scambio 37,4 % (40%-50%) Potenza convettiva 18,6 W Percentuale di scambio 14,8 % (20%-25%) Potenza evaporativa+s.r. 60,2 W Percentuale di scambio 47,8 % (30%-40%) Δt sup.corpo-sup.ambiente 6,2 °C Potenza radiante unitaria 7,6 W DIAGRAMMA CONFORT Area di posizionamento Sensazione di caldo η di scambio corpo-ambiente 0,80 Equilibrio

    53.1 dB

Prodotti

    gres

    monocibec ceramiche

    info@monocibec.it

    Opere di finitura / Pavimentazione

    MONOCIBECLa qualitá di un materiale con tante qualitàMonocibec persegue da anni una attenta e continua politica di ecologia industriale. L’intero ciclo produttivo offre particolari garanzie di salvaguardia dell’ambiente. Tutti i prodotti Monocibec sono realizzati utilizzando materie prime a basso impatto ambientale e richiedono limitati consumi di risorse naturali quali acqua e gas metano; in particolare l’energia elettrica utilizzata è autoprodotta attraverso il sistema della cogenerazione che riduce drasticamente le emissioni in atmosfera. Tutti gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati nel ciclo produttivo. Tutti i rifiuti derivati da attività estranee alla produzione vengono accuratamente raccolti in modo differenziato, riciclati e smaltiti. Ogni fase della realizzazione del prodotto (estrazione delle materie prime, preparazione degli smalti, smaltatura, cottura, scelta ed imballaggio) tiene in considerazione il rigoroso rispetto dell’ambiente e dell’uomo attraverso una analisi rivolta all’intero ciclo di vita del prodotto.La tranquillità di un’igiene sicuraPulibile con acquaCoefficiente d’attritoAnallergicoResistenza all’attacco chimicoResistenza dei colori alla luceEcosotenibileImpermeabileResistenza alla flessioneResistenza alle macchieResistenza al geloIgnifugoIl logo 100% Made in Italy testimonia una precisa indicazione geografica di provenienza e un modo di fare impresa legato a i più alti valori etici e culturali sul Made in Italy. I prodotti realizzati da FINCIBEC GROUP sono completamente ideati, studiati e fabbricati in Italia nel massimo rispetto dell’ambiente e dell’uomo, volti alla realizzazione di materiali secondo i più elevati standards prestazionali ed estetici attraverso l’ottimizzazione di tutte le risorse impiegate.IL PROCESSO PRODUTTIVOIl gres fine porcellanato è una ceramica a pasta compatta e dura, non porosa. La parola "grès" sta a significare che la massa ceramica della piastrella è estremamente greificata, compatta appunto, da cui l'eccezionale resistenza e ingelività. Il processo produttivo del gres porcellanato si dipana lungo le seguenti fasi:MacinazioneLe materie prime componenti l’impasto ceramico del gres porcellanato (argille, sabbie, feldspati) vengono prima stoccate in box dedicati e poi macinate all’interno di grandi mulini continui secondo una ricetta che ne identifica la composizione ottimale. Da sottolineare come numerosi prodotti Monocibec godano della certificazione rilasciata da Bureau Veritas per una presenza all’interno dell’impasto di una presenza di materiale riciclato (da processi produttivi di materiali pregiati quali il cristallo) pari ad almeno il 40%. AtomizzazioneIl composto liquido che esce dai mulini, comunemente definito “barbottina”, viene spruzzato ad alta pressione all’interno dell’atomizzatore dove viene realizzata una polvere a granulometria fine ed omogenea, comunemente definita “impasto”, adatta alla successiva fase di pressatura.PressaturaL’impasto atomizzato viene convogliato all’interno di appositi stampi e successivamente pressato tramite presse ad alto tonnellaggio allo scopo di creare il supporto della piastrella nel formato, bordi e struttura superficiale desiderati.EssicazioneIl supporto pressato della piastrella, una volta espulso dalle presse, viene indirizzato all’interno di essicatoi ad alta temperatura, dove viene completamente essicato.Smaltatura/DecorazioneIl supporto della piastrella una volta essicato entra nel reparto di smalteria dove può ricevere o meno applicazioni di engobbiatura e smaltatura ma quasi sempre riceve applicazioni di decorazione che conferiscono alla piastrella l’aspetto estetico definitivo. Sempre all’interno del reparto smaltatura/decorazione le piastrelle Monocibec subiscono il processo di decorazione in digitale secondo la tecnologia DJS (Digital Jet System)CotturaLa piastrella formata, smaltata e decorata viene poi, dopo aver riposato all’interno di box dedicati e posizionati all’interno di aree di stoccaggio, indirizzata ai forni di cottura dove, sottoposta a temperature di quasi 1.300 C°, subisce quel processo di greificazione che le conferisce quelle caratteristiche di resistenza e inassorbenza che contraddistinguono il gres porcellanato.Lavorazione di fine lineaBuona parte dei prodotti Monocibec subiscono delle lavorazioni ulteriori dopo la cottura che ne aumentano il valore aggiunto quali la rettifica, che consente l’ottenimento di piastrelle perfettamente squadrate e monocalibro, e la lappatura/levigatura, che conferisce un effetto di lucidatura più o meno pronunciato in base all’effetto estetico che si intende ottenere.SceltaDopo aver riposato all’interno dello stoccaggio del materiale cotto, le piastrelle vengono indirizzate al reparto scelta dove, ad una ad una, ne vengono valutate sia le caratteristiche fisiche (dimensioni, ortogonalità, planarità, ecc.) che estetiche, sia attraverso macchinari specifici che da personale altamente specializzato; successivamente, le piastrelle vengono imballate in scatole e collocate automaticamente su bancali in legno per essere spostate direttamente al magazzino spedizioni per l’invio al cliente.

    buon risultato


    Teak

    alberani parketti

    Lepark - Società Cooperativa Zona Industriale - 73020 Nociglia LE - Italy Tel. +39 0836 936756 Fax +39 0836 936899 E-mail: info@lepark.it

    Opere di finitura / Pavimentazione

    Specie legnosa: Tectona grandisProvenienza: Asia orientale meridionaleDurezza: Media Brinnel 3,5 kg/mm² - Janka 450 gr/cm²Peso specifico: 0,68 gr/cm³Ritiro: Basso (1,5)Ossidazione: Il colore varia nel tempo uniformandosiCaratteristiche: Colore che passa dal bruno cioccolato a bruno dorato variegato scuro. Tessitura mediamente fine. Fibratura non sempre dritta. Presenza di cristalli di silicio nella fibra e di olii che conferiscono caratteristiche di lunghissima durabilità, imputrescibilità e stabilità eccezionale. Nervosità molto modesta.Prodotto con la massima cura mediante l'applicazione di quattro mani di olio protettivo U.V., idrorepellente, aromatizzato e atossico. Ideale per eventuali personalizzazioni o per antichizzare grazie alla conservazione delle diverse tonalità di colore.

    ottimo risultato


    abideck

    AbidA Srl

    Via E. Fermi, 1 - Anguillara Sabazia (Roma) Tel. +39 06 999 44 69 - Fax +39 06 999 54 91 info@abideck.com

    Opere di finitura / Pavimentazione

    Abideck® è completamente privo di legno (alcontrario di prodotti simili sul mercato) per cui noncontribuisce alla deforestazioneAbideck® è ecosostenibile perchè il suocomponente principale, la lolla del riso, è unarisorsa rinnovabile con cicli estremamente breviAbideck® è restistente all’acqua sia essa dolce osalata e alle intemperieAbideck® è resistente ai raggi UVAbideck® non si imbarcaAbideck® non fessura e non crepaAbideck® è dimensionalmente stabileAbideck® non scheggiaper cui calpestabile a piedi nudiAbideck® è immarcescibileAbideck® è antiscivolo,anche nel lato liscioAbideck®v è inattaccabileda tarli ed insettiAbideck® si installa facilmentee rapidamente da ambo i latiAbideck® è colorabile a piacimentoAbideck® richiede unaminima manutenzioneAbideck® è lavorabile come il legnoe con gli stessi utensil

    ottimo risultato


    a

    a

    a

Construction and exploitation costs

  • 13 000,00
  • 900 000

Ambiente urbano

Il lotto di intervento (manutenzione straordinaria e consolidamento statico con ristrutturazione interna da realizzarsi) ricade nel Piano Urbanistico Territoriale Tematico “Paesaggio” (PUTT/p), ed è stato oggetto di veriche con la detta normativa di tutela paesaggistica. Dall'esame dei documenti del PUTT relativi alla classificazione degli “ambiti territoriali estesi” si rileva che l'area oggetto dell'intervento è ubicata al Catasto Terreni di Porto Cesareo al fg 22 part.lla 1123. Con riferimento al livello dei valori paesaggistici il lotto ricade in un ambito territoriale di valore distinguibile “C”, giusto art. 2.02 punto 1.3. delle N.T.A. del PUTT, che prevede la salvaguardia e valorizzazione dell'assetto attuale se qualificato; trasformazione dell'assetto attuale, se compromesso, per il ripristino e l'ulteriore qualificazione; trasformazione dell'assetto attuale che sia compatibile con la qualificazione paesaggistica. Così come previsto dalle stesse tavole tematiche scala 1:25.000 del PUTT nelle aree con tipizzazione del tipo “C” non sussistono previsioni vincolistiche preesistenti all'entrata in vigore del PUTT per il paesaggio, ed in particolare le aree oggetto della presente non sono interessate dai seguenti vincoli: Vincoli ex Legge 1497/39; Idrologia Superficiale; Usi civili; Decreti Galasso; Grotte; Peculiarità geo-morfologiche. Sostanzialmente la classificazione della zona oggetto d'intervento non viene classificata con un valore paesaggistico eccezionale-rilevante-distinguibile, relativo alle zone con classificazione A, bensì con classificazione C, di poco superiore al valore normale E. Per quanto innanzi esplicitato, appare evidente che le opere oggetto dell'intervento non interessano direttamente e/o indirettamente alcuna componente paesaggistica di pregio, o contrariamente, alcun ambito territoriale distinto, ma per il caso in esame pur non soggetto a vincoli immodificabili, l'intervento è stato subordinato alla preventiva autorizzazione paesaggistica, atteso che gli indirizzi di tutela inerenti le zone C comunque consentono trasformazioni dell'attuale assetto del territorio, purché tale trasformazione sia compatibile dal punto di vista paesaggistico ed attuata con cautela. Con riferimento al sistema “Assetto geomorfologico e idrogeologico” l'area d'intervento è localizzata a ridosso del litorale costiero, nel primo gruppo di abitazioni facenti parte di via Torre Lapillo, località Scalo di Furno, e risulta essere collocata in un'area pertinenziale costiera e litoranea, rivestendo un rilevante ruolo nell'assetto paesistico-ambientale complessivo dell'ambito di riferimento. L'area di intervento non è interessata dalla presenza di versanti, cigli di scarpata e/o canali, lame, gravine ovvero da elementi caratterizzanti l'assetto geomorfologico, né presenta altre peculiarità dal punto di vista geologico. L'intervento in progetto conserva comunque sia l'assetto geomorfologico d'insieme, che l'attuale assetto idrogeologico delle aree interessate. Allo stato attuale non sussistono vincoli di prescrizione di base da tutelare, in funzione alle norme tecniche del PUTT. Il terreno interessato è posizionato lontano da corsi d'acqua e da versanti e crinali, mentre si trova a ridosso di un'area costiera e litoranea, pertanto sono state rispettate le prescrizioni di base previste che prevedono gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, consolidamento statico e restauro conservativo di manufatti legittimamente esistenti, che non alterino significativamente lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore del sito e degli edifici. I Con riferimento al sistema “Copertura botanico vegetazione colturale e presenza faunistica”, l'area oggetto d'interesse non risulta essere interessata da particolari componenti di riconosciuto valore scientifico e importanza ecologica, economica, di difesa del suolo e/o di riconosciuta importanza sia storica che estetica. Non si rileva sull'area in oggetto la presenza di specie floristiche rare o in via di estinzione né di particolare interesse biologico - vegetazionale. L'intervento non modifica in maniera significativa l'attuale assetto del sistema botanico - vegetazionale presente sull'area, in quanto sono state preservate tutte le specie autoctone già presenti in loco, integrate, laddove necessario, da essenza tipiche della macchia mediterranea. Con riferimento al sistema “Stratificazione storica dell'organizzazione insediativa, l'area in oggetto non risulta essere interessata da particolari beni storico culturali di riconosciuto valore e/o di riconosciuto ruolo nell'assetto paesaggistico dell'ambito interessato.

Superficie totale dell'area di intervento

477,35 m2

Superficie totale dell'edificio

118,05 %

Spazi verdi ad uso comune

192,00

Numero di parcheggi

5

Qualità ambientale dell'edificio

  • Adattabilità dell'edificio
  • Qualità dell'aria indoor
  • Cantiere (inclusa la gestione dei rifiuti)
  • Acustica
  • Comfort (visivo, olfattivo, termico)
  • Gestione delle acque
  • Efficienza energetica
  • Energia da fonti rinnovabili
  • Prodotti e materiali
L’edificio in questione si trova in una zona ad altissimo impatto ambientale sulle dune a ridosso del demanio. Lo stato di abbandono in cui versava era tale da necessitare una ristrutturazione completa; nonostante fosse uno dei pochi edifici realizzati negli anni 60 con titolo edilizio nel corso degli anni era stato avvilito con aggiunte e superfetazioni.  L’intervent oè stato in primis quello di demolire,autodenunciandosi, gli abusi e riportare l’edificio al suo stato iniziale. La volontà dei progettisti unita alla committenza “illuminata”hanno consentito di poter realizzare un edificio “sostenibile”  di classe energetica A che rispettasse il Protocollo Itaca con interventi volti a migliorare l’involucro edilizio ed il suo rapporto con l’ambiente circostante, tramite scelte architettoniche e tecniche in linea con l’abitare sostenibile e la qualità delle opere di architettura.

Categorie del concorso

Bio-based Materials

Bio-based Materials

Renewable energies

Renewable energies

Low energy renovation

Low energy renovation

Health & Comfort

Health & Comfort

Green Building Solutions Awards 2015



Altri casi di studio

Altro

Concorsi

Green Building Solutions Awards 2015