CASA NP

  • Tipo di edificio : Villa isolata
  • Anno di costruzione : 2018
  • Anno di consegna : 2019
  • N° - strada : Reg. Tetti Alassio 14 10090 SCIOLZE, Italia
  • Zona climatica : [Csa] Interior Mediterranean - Mild with dry, hot summer.

  • Superficie utile calpestabile : 202 m2
  • Costo di costruzione/ristrutturazione : 350 000 €
  • Costi/m2 : 1732.67 €/m2
  • Consumo di energia primaria :
    33 kWhpe/m2.anno
    (Metodo di calcolo : UNI TS 11300 )
Consumo di energia
Edificio economicoEdificio
< 50A
A
51 à 90B
B
91 à 150C
C
151 à 230D
D
231 à 330E
E
331 à 450F
F
> 450G
G
Edificio ad alto consumo energetico

L’edificiooggetto dell’intervento di ristrutturazione e riqualificazione energetica è unimmobile ad uso residenziale risalente agli anni ‘70 situato nel comune diSciolze, a circa 25 km da Torino, completamente circondato da terreno diproprietà raggiungibile dalla strada attraverso un accesso sul lato sud-ovest,del quale è stato interamente mantenuto l’involucro originario. E’ collocato inposizione panoramica rispetto alla valle del Po, con un’ampia vista a nord-est.

L’edificio inquestione era inizialmente composto da un primo volume su due livellirealizzato con pannelli ad elementi strutturali in legno isolati internamentein lana di roccia e chiusi da una pannellatura in cartongesso.

Esternamente,vi è un rivestimento in mattoni intonacato a calce e gesso, e la copertura,caratterizzata da una forte pendenza (prossima ai 45°), rivestita con tegolecementizie.

I serramentiesistenti erano in legno e non presentavano caratteristiche tali da soddisfaregli standard termici odierni.

In posizionepiù interna rispetto ai serramenti erano disposti dei sistemi fissi diregolazione della luce e antieffrazione, realizzati in legno con animametallica.

A questo volumene è stato successivamente aggiunto un secondo con struttura in cemento armatoe tamponamento in mattoni forati, destinato ad autorimessa. La copertura diquest’ultimo, pur essendo piana, non era accessibile se non esternamente perinterventi di manutenzione e non possedeva alcun tipo di finitura oltre alla laguaina bituminosa impermeabilizzante.

L’edificiopresentava un sistema di riscaldamento a gasolio, coadiuvato da una stufa alegna; ogni stanza era dotata di termosifoni allacciati ad una caldaiaposizionata nel locale tecnico interrato. L’impianto elettrico, inoltre, eraunico per l’intero immobile, non consentendo così la gestione separata dellediverse zone dell’edificio.

 

Per larealizzazione dell’isolamento è stata mantenuta la struttura del tetto e dellepareti, ma è stato necessario posizionare un’ulteriore struttura a portali inlegno lamellare a supporto dell’isolamento a cappotto della copertura inclinatarealizzata mediante telai con struttura in legno lamellare e tamponamento inballe di paglia di riso prefabbricati in carpenteria. L’isolamentodell’involucro verticale è stato invece realizzato in opera con balle di pagliadi riso interposte in una struttura realizzata con assi da cantiere fissatealla muratura esistente tramite supporti “a L”.

L’isolamentototale, insieme all’installazione di serramenti prestanti a triplo vetro, haconsentito di ottenere un edificio che minimizza le dispersioni e sfrutta gliapporti solari passivi e il cui unico approvvigionamento di calore è dato dauna stufa a biomassa specifica per case passive.

Gli intonaciesterni, realizzati con una miscela biocomposita a base di calce esottoprodotti derivanti dalla coltivazione del riso, conferiscono allesuperfici un aspetto materico e riducono ulteriormente l’energia grigiagenerata dall’edificio, regalando agli ambienti una sensazione di comfort ebenessere abitativo.

credito fotografico

Arch. Elia Sbaraini, Simone Bruni

Committente

    Antonella Paola Nobili

Direttore dei lavori

    Tiziana Monterisi Architetto

    Via Giorgio Cantono 23 - 13811 Andorno Micca (BI) – info@coltivarelacittà.it - 015473573 - 3291869562

Stakeholders

  • Arch. Tiziana Monterisi


  • Arch. Elia Sbaraini


  • Arch. Francesco Bordogni


  • Simone Bruni


  • Geom. Andrea Mantovani


  • Simona Totaro


  • Ing. Costante Bonacina

Approccio del proprietario alla sostenibilità energetica

Lo studio diarchitettura Tiziana MonterisiArchitetto ritiene che la sostenibilità sia soprattutto un investimento sulcapitale intellettuale umano, in quanto la consapevolezza dell’impatto che lenostre scelte possano inevitabilmente ripercuotersi su tutto ciò che cicirconda è l’atteggiamento necessario del vivere sociale.

L’Architetturanaturale è un momento non solo formale, ma anche tecnologico nell’approccioprogettuale, in quanto integra la forma architettonica con l’apporto delprogresso tecnologico affrontando il tema in maniera strutturata, ragionata.

L’Architetturanaturale dovrebbe rispettare due fondamenti indispensabili: il rispetto perl’uomo e il rispetto per l’ambiente.

Questi ultimisi concretizzano:

·      recuperando il più possibile il patrimonio edilizio esistente,fortemente convinti che il consumo indiscriminato di suolo a fronte di unsempre più preoccupante abbandono e degrado dei centri storici sia alla basedel degrado sociale che attanaglia la nostra società;

·      mettendo al primo posto la vita degli esseri viventi e la lorosalvaguardia attuale e nel tempo;

·      utilizzando materiali ecocompatibili, di origine naturale oriciclati, considerando in maniera sostenibile l’intero ciclo di vita (LCA) siadel singolo elemento che dell’intero edificio, dalla fase di produzione, posa,utilizzo, fino alla dismissione;

·      utilizzando preferibilmente materiali locali;

·      prevedendo il minimo consumo di energia e di materie prime(smaterializzazione: meno materiali per ottenere le stesse o miglioriprestazioni);

migliorando la qualità della vita degli individuicercando di soddisfare sia i bisogni di benessere strettamente fisici, chequelli psicofisici.

Descrizione architettonica

Dopo una prima analisi dell’involucro edilizio si è subito mostrato evidente il problema legato al deterioramento dell’isolamento in lana di roccia all’interno dei pannelli strutturali perimetrali e della copertura, concretizzatosi in una notevole diminuzione del volume dello stesso e in una conseguente perdita del potere coibente. La committenza segnalava infatti grosse difficoltà nella gestione del microclima interno dell’edificio, caratterizzato da valori di temperatura e umidità tali da impedire il comfort abitativo se non a fronte di grosse spese di gestione.

La volontà di non intervenire nella parte interna dell’edificio, se non per piccoli interventi perlopiù puntuali, è stata alla base della ricerca della soluzione progettuale più idonea.

La struttura esistente dell’edificio non consentiva l’aggiunta di carichi per una coibentazione dall’esterno; in seguito ad un accurato studio compositivo,strutturale ed energetico si è così deciso di realizzare una struttura secondaria realizzata mediante portali in legno lamellare di abete che,seguendo l’andamento dell’edificio esistente, potesse avvolgerlo e isolarlo scaricando il peso su plinti in calcestruzzo armato posti alla base degli elementi verticali.

 

Per l’isolamento della copertura fortemente inclinata si è optato per la realizzazione di telai prefabbricati con legno lamellare di abete e tamponamento in balle di paglia di riso, chiusi su entrambe le facce con un tavolato, anch’esso in legno di abete, posto a 45° e avente anche funzione di controventatura. Ciò ha consentito una notevole riduzione dei tempi di cantiere e una maggiore semplicità di posa.

Sulle pareti perimetrali è stato invece preferito un isolamento realizzato in opera con balle di paglia di riso compresse all’interno di una struttura realizzata con assi da cantiere fissate all’involucro esistente attraverso elementi angolari.

Per una gestione ottimale dell’attacco a terra e di eventuale umidità di risalita e pescaggio d’acqua si è deciso di rimuovere la finitura esistente fino ad un’altezza di circa un metro, realizzare un cordolo di calcestruzzo armato in continuità con i plinti dei portali e rivestire il tutto con un intonaco naturale a calce avente la funzione di barriera anti salina e di assorbimento dell’umidità dalla muratura mediante un complesso sistema di micro-pori.

 

In corrispondenza delle bucature di finestre, portefinestre, portoncino e serranda dell’autorimessa, sono stati realizzati gli imbotti destinati a riquadrare ed ospitare i nuovi serramenti ad elevate prestazioni termiche e acustiche. In interventi di questo tipo è infatti fondamentale che il vano di posa del serramento sia collocato in corrispondenza del cappotto e non della muratura esistente. Ciò consente di evitare la creazione di ponti termici e zone fredde della muratura dove è probabile la formazione di condense e muffe.

Una fase che ha assunto grande importanza è stata quella di posizionare nastrature a tenuta aria nel collegamento tra involucro esistente ed involucro nuovo.

 

Il collocamento e la dimensione delle bucature sono rimaste perlopiù invariate in quanto sufficienti per fornire gli apporti solari passivi necessari.

Per risolvere completamente gli eventuali ponti termici residui dati dalla presenza della struttura in legno,tutta la superficie muraria è stata intonacata direttamente su paglia con intonaco termoisolante biocomposito a base di calce naturale e lolla di riso applicato a pompa, e successivamente rasata con una seconda tipologia di intonaco biocomposito a base di calce naturale e pula di riso. Al contrario degli intonaci a base cementizia, quelli a base calce evitano la creazione di una barriera, consentendo la traspirabilità della parete ed evitando quindi chela paglia al suo interno possa presentare problemi di umidità e marcescenza.

Ciò ha permesso di raggiungere valori di trasmittanza pari a 0,103 W/mqK per le murature del volume originario a due livelli, e 0,119 W/mqK per quelle del volume dell’autorimessa.

 

Si riportano qui di seguito le stratigrafie delle due tipologie di pareti perimetrali.

Stratigrafia 1 (dall’interno all’esterno):

·      Cartongesso in lastre, 1,25cm

·      Barriera al vapore, 0,03 cm

·      Lana di roccia deteriorata, 11,5cm

·      Pannello truciolare, 1,25 cm

·      Intercapedine non ventilata, 1,8cm

·      Mattone forato, 12 cm

·      Intonaco calce-gesso, 1 cm

·      Balle di paglia di riso, 36cm

·      Intonaco calce-lolla di riso, 5cm

·      Intonaco calce-pula di riso, 0,4cm

Stratigrafia 2 (dall’interno all’esterno):

·      Intonaco, 1 cm

·      Blocco semipieno, 30 cm

·      Intonaco calce-gesso, 1 cm

·      Balle di paglia di riso, 36cm

·       Intonaco calce-lolla di riso, 5cm

·      Intonaco calce-pula di riso, 0,4cm

 

Per la copertura, a completamento del pacchetto isolante, è stato posizionato un telo traspirante, una orditura di listelli in abete per la realizzazione di un’intercapedine ventilata e delle tegole in cotto apposite per tetti con elevate pendenze.

 

Stratigrafia copertura (dall’interno all’esterno):

·      Cartongesso in lastre, 1,25cm

·      Tavolato in abete, 2 cm

·      Barriera al vapore, 0,05 cm

·      Lana di roccia deteriorata, 17cm

·      Tavolato in abete, 2 cm

·      Tavolato in abete, 2,2 cm

·      Balle di paglia di riso, 36cm

·      Tavolato in abete, 2,2 cm

·      Telo traspirante, 0,03 cm

·      Intercapedine ventilata, 10cm

·       Tegole piane in cotto bruno, 4cm

 

In un telaio della copertura, in corrispondenza di uno dei servizi igienici, è stato predisposto in carpenteria un lucernario.

L’abbaino esistente è stato avvolto e isolato con telai prefabbricati in legno e balle di paglia di riso e successivamente rivestito interamente con lamiera preverniciata.

L’eliminazione dello sporto del tetto e l’integrazione del canale di gronda all’interno della faldaleria di chiusura della copertura hanno permesso di ottenere un volume architettonico pulito e moderno, seppur pienamente integrato con il contesto.

L’isolamento in lastre di vetro cellulare, ottenute da vetro riciclato e applicate sull’intradosso del vespaio aerato accessibile da una scala posta all’interno di un vano tecnico e sull’estradosso della copertura piana del volume dell’autorimessa, ha completato la chiusura termica di tutto l’involucro opaco,riducendo le dispersioni invernali e gli apporti estivi.

Grazie alla demolizione di parte del tamponamento si è creata una porta finestra con l’intento di rendere accessibile la copertura piana che è stata poi pavimentata e delimitata da un parapetto.

 

I nuovi serramenti, forniti e posati dalla ditta Hausplus Italia con fibra di legno in corrispondenza delle spallette esterne per evitare i ponti termici dovuti alla presenza del telaio, sono costituiti da triplo vetro e doppia camera con gas argon e trattamento basso emissivo; internamente sono in legno di abete lamellare e con finitura esterna in alluminio laccato RAL 7004. La chiusura ermetica è garantita da un sistema a quattro guarnizioni di tipo passivo.Questo prodotto gode della certificazione termica PassiveHaus Insitut PH classe“A” e ha le seguenti trasmittanze:

- Uw: 0,65W/mqK (calcolata su un serramento standard di 1,23 x 1,48 m)

- Uf: 0,81W/mqK

- Ug: 0,50W/mqK.

I davanzali con profilo in alluminio verniciato riprendono matericamente e cromaticamente il rivestimento esterno dei serramenti.

Anche per l’ingresso e per la serranda del garage sono stati scelti serramenti a basso valore di trasmittanza termica ed elevata tenuta all’aria.

In posizione esterna sono stati posti scuri in alluminio ad anta unica per la regolazione della luce solare e come sistema antieffrazione.

 

Per il riscaldamento invernale è stata installata una stufa stagna a biomassa con canalizzazione diretta dell’aria di combustione, mentre per la gestione dell’umidità interna soprattutto durante il periodo invernale è stata collocata una VMC puntuale con recuperatore di calore.

 

L’impianto elettrico è stato completamente rinnovato poiché non soddisfava le esigenze della  committenza.

In corrispondenza del fronte sud è stata poi installata una pensilina fotovoltaica a struttura metallica con 11 moduli inclinati di 45° rispetto al piano orizzontale e in grado di sviluppare una potenza di picco totale di 2750 Wp,con la duplice funzione di creare uno spazio riparato per lo stoccaggio della legna da ardere e di contribuire a rendere l’edificio energeticamente indipendente.

L’intervento di ristrutturazione, utilizza unicamente materiali eco-compatibili di origine naturale, come telai e strutture portanti in legno d’abete e materiali per l’isolamento e per le finiture derivanti dagli scarti della filiera risicola (paglia di riso, lolla e pula). Questo permette di realizzare un edificio ad elevate prestazioni energetiche che rispetta gli standard passivi, e risulta salubre, secondo un approccio alla bioarchitettura che valorizza gli scarti dell’agricoltura minimizzando la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale, ponendosi come un’alternativa possibile all’utilizzo di materiali di origine petrolchimica in architettura.

Energy consumption

  • 33 kWhpe/m2.anno
  • 55 kWhpe/m2.anno
  • 133 kWhfe/m2.anno
  • 182 kWhpe/m2.anno

Systems

    • Altro
    • Altro
    • Caldaia elettrica indipendente
    • Nessun sistema di raffrescamento
    • Ventilazione naturale
    • Scambiatore di calore a doppio flusso
    • Solare fotovoltaico
    • Caldaia a biomasse
  • 75 %

Life Cycle Analysis


  • L’intervento di ristrutturazione, utilizza unicamente materiali eco-compatibili di origine naturale, come telai e strutture portanti in legno d’abete e materiali per l’isolamento e per le finiture derivanti dagli scarti della filiera risicola (paglia di riso, lolla e pula). Questo permette di realizzare un edificio ad elevate prestazioni energetiche che rispetta gli standard passivi, e risulta salubre, secondo un approccio alla bioarchitettura che valorizza gli scarti dell’agricoltura minimizzando la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale, ponendosi come un’alternativa possibile all’utilizzo di materiali di origine petrolchimica in architettura.

    Partendo dalla stratigrafia del telaio costituente la copertura edell’isolamento a cappotto in opera esterno delle pareti perimetrali, questa si compone unicamente di materiali di origine naturale, e sfrutta come elemento principale le caratteristiche isolanti termiche ed acustiche della paglia di riso che, oltre ad essere un ottimo isolante, garantisce la perfetta traspirabilità delle pareti in cui viene utilizzata; lo sfruttamento della massa termica dell’isolamento in paglia, inoltre, favorisce anche un naturale controllo microclimatico interno.

    Tutta la superficie muraria è stata intonacata direttamente su paglia con intonaco termoisolante biocomposito a base di calce naturale e lolla diriso applicato a pompa, e successivamente rasata con una seconda tipologia di intonaco biocomposito a base di calce naturale e pula di riso. Al contrario degli intonaci a base cementizia, quelli a base calce evitano la creazione di una barriera, consentendo la traspirabilità della parete ed evitando quindi chela paglia al suo interno possa presentare problemi di umidità e marcescenza.

    La nuova struttura portante è stata realizzata in legno lamellare di abete

Qualità dell'aria interna

  • Per la gestione dell’umidità e della temperatura internasoprattutto durante il periodo invernale è stata collocata una VMC puntuale conrecuperatore di calore.

Salute e comfort

  • L’isolamento in paglia diun edificio offre un sensibile miglioramento per quanto riguarda l’isolamentoacustico essendo un materiale fonoassorbente, infatti presenta la proprietà diriflettere o assorbire una buona parte dell'energia dell'onda incidente. Inoltre l'utilizzo di serramenti prestanti a triplo vetro aumenta questo isolamento rispetto l'esterno, che risulta comunque poco rumoroso.

Prodotti

    RISORSA, RH-P

    RiceHouse

    Via G. Cantono, 23 13811 Andorno Micca (BI) ​ info@ricehouse.it T +39 015 47 35 73 M +39 329 18 69 562

  • Opere strutturali / Sistema passivo
  • RH-P: Materiale diffuso in tutto il globo e facilmente reperibile a un costo molto basso. Possiede elevate prestazioni energetiche, con un valore di conduttività termica pari a circa 0,039 W/mK. Ottimo isolante acustico, eccellente capacità termica (1900 J/KgK) che si traduce in 23 ore di sfasamento.
    Per sua natura ha buone qualità di controllo dell’umidità, è anallergica, biodegradabile e annualmente rinnovabile. Il suo riutilizzo ha un’impronta ecologica nettamente inferiore rispetto al suo smaltimento (è un materiale CO2 riduttore).

    RISORSA: con il progetto RISORSA, per la prima volta in Italia, si è industrializzato il processo di fabbricazione di telai legno e paglia precompressa, al fine di realizzare case in paglia prefabbricate con elevatissime prestazioni energetiche che rispettano gli standard passivi. Si utilizzano solamente materiali di origine naturale provenienti da filiera corta collegata al territorio in cui l’azienda si inserisce, in una nuova ottica di economia circolare e minimizzazione dell’impatto ambientale.

    La tecnologia è stata accettata in primis dalla committente, entusiasta di questi materiali innovativi. Nessun problema è stato riscontrato con le imprese di costruzione e con gli operai, anzi è stata molto accettata grazie alla notevole facilità e rapidità di posa, e ad una conseguente sostanziale diminuzione dei tempi di cantiere.


    RH100

    RiceHouse

    Via G. Cantono, 23 13811 Andorno Micca (BI) ​ info@ricehouse.it T +39 015 47 35 73 M +39 329 18 69 562

  • Opere strutturali / Tamponamento, Rivestimento, Tenuta
  • RH100: Intonaco di fondo caldo e naturale per isolamento termico e acustico con notevoli proprietà igrotermiche. Riduce l’inquinamento indoor assorbendo la CO2 interna, garantendo un miglior comfort abitativo ed un risparmio economico sul riscaldamento. La miscela si presta sia alla messa in opera manuale, nel rispetto della tradizione, sia meccanica in modo pratico ed economico, senza rinunciare ai vantaggi di un prodotto di qualità. Viene garantito alla committenza un prodotto pre-confezionato, formulato unicamente con materie prime di assoluta qualità, selezionate con sapienza e cura.

    La tecnologia è stata accettata in primis dalla committente, entusiasta di questi materiali innovativi. Nessun problema è stato riscontrato con le imprese di costruzione e con gli operai, anzi è stata molto accettata grazie alla notevole facilità e rapidità di posa, e ad una conseguente sostanziale diminuzione dei tempi di cantiere.


    RH200

    RiceHouse

    Via G. Cantono, 23 13811 Andorno Micca (BI) ​ info@ricehouse.it T +39 015 47 35 73 M +39 329 18 69 562

  • Opere strutturali / Tamponamento, Rivestimento, Tenuta
  • RH200: Intonachino di finitura naturale RH200 rappresenta una linea di finiture di pregio che sfruttano le caratteristiche chimiche della pula di riso che in associazione ad una selezione di calce, polvere di marmo e terre di origine naturale generano un materiale molto stabile ai raggi uv, resistente alle intemperie e con un’elevata capacità di evaporazione dell’umidità presente nelle murature. Grazie alle qualità della pula è possibile fornire una differente miscelazione senza alterarne le proprietà tecniche e prestazionali. L’intonachino di finitura RH200 viene fornito in una miscela preconfezionata ed è idoneo sia per interni che per esterni. Il prodotto è formulato unicamente con materie prime di assoluta qualità, selezionate con sapienza e cura.

    La tecnologia è stata accettata in primis dalla committente, entusiasta di questi materiali innovativi. Nessun problema è stato riscontrato con le imprese di costruzione e con gli operai, anzi è stata molto accettata grazie alla notevole facilità e rapidità di posa, e ad una conseguente sostanziale diminuzione dei tempi di cantiere.

Ambiente urbano

L’edificiooggetto dell’intervento di ristrutturazione e riqualificazione energetica è unimmobile ad uso residenziale risalente agli anni ‘70 situato nel comune diSciolze, a circa 25 km da Torino, completamente circondato da terreno diproprietà raggiungibile dalla strada attraverso un accesso sul lato sud-ovest,del quale è stato interamente mantenuto l’involucro originario. E’ collocato inposizione panoramica rispetto alla valle del Po, con un’ampia vista a nord-est.

Qualità ambientale dell'edificio

  • Qualità dell'aria indoor
  • Acustica
  • Comfort (visivo, olfattivo, termico)
  • Efficienza energetica
  • Energia da fonti rinnovabili
  • Integrazione ambientale
  • Processi di costruzione
  • Prodotti e materiali
​La valutazione attenta delle potenzialità dell’edificio e il grado di applicabilità delle tecniche di risparmio energetico, attuato con sapienza e conoscenza, ha portato ad un intervento che tenesse in giusta considerazione la diversa concezione attuale del bene edilizio e la maggiore consapevolezza da parte degli utenti del concetto di sostenibilità legato al benessere dell’abitare (comfort igro-termico, qualità dell’aria, benessere luminoso ed acustico degli ambienti interni).

Questo progetto di ristrutturazione rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità architettonica da seguire sotto molteplici aspetti. Partendo dalla stratigrafia del telaio costituente la copertura e dell’isolamento a cappotto in opera esterno delle pareti perimetrali, questa si compone unicamente di materiali di origine naturale, e sfrutta come elemento principale le caratteristiche isolanti termiche ed acustiche della paglia di riso che, oltre ad essere un ottimo isolante, garantisce la perfetta traspirabilità delle pareti in cui viene utilizzata; lo sfruttamento della massa termica dell’isolamento in paglia, inoltre, favorisce anche un naturale controllo microclimatico interno.Il fabbricato non necessita di allaccio alla rete gas metano per il riscaldamento in quanto, grazie all’elevato isolamento dell’involucro, riduce al minimo i costi di climatizzazione invernale. La climatizzazione estiva è gestita grazie alla ventilazione naturale e all’elevata inerzia termica della stratigrafia.

Il lotto gode di un'ottima esposizione. Le vetrate contribuiscono al dialogo tra l'interno e l’ambiente naturale esterno, consentendo altresì un ottimale sfruttamento dell’apporto solare, vera fonte di riscaldamento naturale della casa.

E’ presente un impianto fotovoltaico dimensionato per l’utilizzo come fonte di energia primaria per la produzione di energia elettrica.

L’edificio originale è stato trasformato in un microcosmo eccellente completamente autonomo in completo equilibrio con i sistemi presenti in natura, elevando il concetto di casa come “terza pelle” e di sostenibilità non solo nella costruzione, ma nell’intero suo ciclo di vita. Dalla produzione dei materiali alla restituzione alla natura della porzione di suolo presa “in prestito”: un ulteriore salto “energeticamente superiore” rispetto ai ben noti edifici passivi che utilizzano tecnologie e metodi che possono far diventare queste case ad “emissioni zero”.

Un livello ottimale di isolamento termico fornisce un’eccellente protezione termica dell’involucro edilizio ed è essenziale per raggiungere alti livelli di efficienza energetica. La maggior parte del calore negli edifici convenzionali viene disperso attraverso le pareti perimetrali, il tetto e il pavimento.Questo principio è invertito in estate e in zone climatiche più calde: a fianco di elementi oscuranti esterni ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, l’isolamento termico garantisce che il calore rimanga fuori mantenendo l’interno piacevolmente fresco.

Rispetto ad una casa passiva, la casa attiva è in grado di catturare o produrre più energia rispetto a quella necessaria utilizzata per gli occupanti, energia divisa fra calore ed elettricità. In particolare può arrivare a generare abbastanza energia da annullare entro 30 anni i costi energetici per la costruzione della casa attiva stessa, lasciando un’impronta ecologica quasi inesistente. Il progetto di casa attiva realizza interamente il processo sostenibile da un punto di vista sociale, economico e dell’ambiente.

In sintesi, non si tratta semplicemente di una casa passiva, ma è davvero edificio ad impatto zero in quanto, grazie alle scelte architettoniche ed energetiche, è in grado di catturare e produrre più energia, sia termica che elettrica, rispetto a quella necessaria utilizzata per gli occupanti.

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