Hans Goverde: "Competizioni a livello mondiale come il Concorso “Green Solutions Award” può mettere il progetto in grande evidenza"

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Pubblicato da Sylvain Bosquet

Hans Goverde ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria del “Green Solutions Awards” nel 2016 per il Municipio di Venlo, edificio in concorso nella categoria “Sustainable Construction Grand Prize”. Ci racconta l'approccio rivoluzionario del progetto e racconta la sua partecipazione al concorso.

Qual è il tuo approccio in una costruzione sostenibile?

Hans Goverde: Sono un architetto e un partner in una ditta ben consolidata di 90 anni, Kraaijvanger Architects. La nostra azienda ha avuto buone recensioni già dopo la seconda guerra mondiale durante la ricostruzione dei Paesi Bassi e ha iniziato ad applicare concetti innovativi attraverso l’assunzione di nuovi talenti. Oggi lavoriamo su edifici pubblici ed edifici interni alla città. Focalizziamo il nostro lavoro sulla circolarità, su progetti che hanno un valore generando energia, aria pulita, buona salute. Così abbiamo cominciato a lavorare su un concetto appena nato (C2C), dall'architettura d'interni alla pianificazione urbana.

Come è nato il progetto del Municipio di Venlo?

H.G.: Venlo è una città nei Paesi Bassi, molto vicina al confine tedesco. E’ stata la prima città olandese ad attuare l’approccio C2C nelle sue politiche e progetti su scala globale. Ad esempio, l'approccio C2C è consolidato nei loro acquisti, ma viene insegnato anche nelle loro scuole pubbliche. Il governo locale ha voluto seguire una filosofia che può portare business ed al contempo si sta ripagando. Assistiamo ad una progressiva apparizione di una "C2C Valley" nei pressi di Venlo per le aziende che seguono tali principi nella loro produzione e servizi. L'obiettivo è quello di avere un'economia locale C2C completa entro il 2030 e la Camera di Commercio sostiene Venlo in questo progetto.

Naturalmente, questo progetto aveva bisogno di una nave ammiraglia. Considerato che il municipio di Venlo doveva essere ricostruito hanno predisposto un bando europeo che richiedeva una prima progettazione, non un disegno. L'approccio doveva riflettere la filosofia seguita dalla città. Sono stati scelti 50 candidati ed è stato selezionato l'architetto Kraaijvanger.

Come definiresti l’approccio del C2C?

H.G.: La filosofia C2C punta sulla eliminazione degli sprechi, a differenza della nostra attuale civiltà. Quando si produce qualcosa che deve essere pensato dalla nascita alla sua morte, il ciclo di vita, significa che, fin dalla prima fase, i progettisti pensano il loro prodotto: la produzione genera un sacco di sprechi? I materiali utilizzati per il prodotto possono essere riutilizzati dopo che non è più utilizzabile? La filosofia C2C professa le virtù dell'innovazione e dei prodotti che generano valore. In un certo senso, Jeremy Rifkin abbraccia questa filosofia quando parla di edifici che non solo consumano energia, ma che ne producono e ne distribuiscono. Prima del 2010, la nostra azienda si è concentrata su NZEB (Net Zero Energy Buildings). Dopo un workshop con Michael Braungart, abbiamo capito che C2C è una visione molto più olistica e completa per lavorare e la salute pubblica ne è al centro.

Come si inserisce la filosofia del C2C all’interno di un edificio in termini di soluzioni?

 H.G.: Ci siamo approcciati al progetto con una domanda cruciale: "Come possiamo aggiungere valore a questo edificio e all’ambiente che lo circonda?". La prima risposta è stata quella di creare un edificio che fornisse aria più pulita. Per questo motivo abbiamo progettato il Municipio come un polmone verde per la città. Le particelle di polvere sottile sono una vera minaccia per le persone. La ricerca ha dimostrato che molte persone vivono meno a causa della loro presenza nell’aria. Volevamo che l’edificio fosse una macchina di pulizia. Per fare questo, abbiamo utilizzato materiali molto ecologici, li abbiamo testati in modo completo e sono stati certificati C2C. Un polmone verde implica anche piante, quindi le pareti verdi dell'edificio che ospitano la biodiversità hanno un effetto di raffreddamento dell’involucro, puliscono l'aria e, infine, hanno anche una bellezza molto naturale. Inoltre, la circolazione interna dell'aria passa attraverso  lo stesso polmone verde. Naturalmente abbiamo dovuto dimostrare l'efficienza di un tale sistema. Lo abbiamo fatto creando una prototipo in un laboratorio universitario. La dimostrazione ha mostrato una riduzione del 30% di inquinamento nell'aria filtrata attraverso il polmone verde.

Un altro valore aggiunto fornito dall'edificio è la depurazione e il riutilizzo dell'acqua per i bagni e l'irrigazione del polmone verde.

Inoltre attraverso questi accorgimenti abbiamo creato un edificio che migliora la salute dei propri utenti e dei visitatori e pertanto ne riduce anche le assenze dal lavoro. Ciò è stato ottenuto progettando percorsi interni che sollecitano gli utenti a muoversi all’interno dell’edificio utilizzando le scale piuttosto che gli ascensori che abbiamo conservato in aere più nascoste. Insieme ai materiali ecosostenibili e all'aria più pulita abbiamo realizzato un ambiente che rende le persone più sane e più serene.

Cosi tante soluzioni, di cui alcune sperimentali, devono avere un costo elevato.

H.G.: Infatti anche questo ha avuto la nostra attenzione. La città di Venlo non avrebbe accettato alcun progetto senza un buon piano d'impresa. Abbiamo pensato ad un edificio che avrebbe avuto un costo minore nel lungo periodo. Il primo passo era quello di costruire il piano aziendale con il cliente. Abbiamo selezionato materiali con un valore di alta riciclicità. Abbiamo chiesto ai produttori che prezzo avrebbero pagato per il ritorno dei loro materiali dopo 10-20 anni. I materiali interni arrivano al 18% del loro valore originario, al 5% i materiali dell’involucro. Quando riescono a ritrattare questi materiali è poi possibile riutilizzarli come risorse per un nuovo ciclo di vita. Il piano industriale comprendeva anche uno studio condotto da 3 università sulla salute degli utenti dell'edificio. Ultimo ma non meno importante, l'edificio è molto efficiente dal punto di vista energetico con un isolamento molto accurato.

Complessivamente, in 40 anni di vita, abbiamo calcolato che l’edificio restituirà 15 milioni di euro.

Che benefici avete avuto partecipando al concorso “Green Solutions Awards”?

H.G.: La nostra partecipazione al concorso ha contribuito molto a sensibilizzare la filosofia del C2C. Abbiamo avuto un notevole ritorno di immagine. L'edificio ha avuto 16.000 visitatori, con 4 tour al giorno. I visitatori provengono da Cina, Sudafrica e Taiwan. In questo contesto pionieristico tutta l'attenzione che possiamo ottenere è benvenuta. Il “Green Solutions Awards” è stato un altro modo per mostrare ai professionisti che è possibile realizzare con il sistema C2C. I professionisti non sono gli unici interessati a questa filosofia, riceviamo sempre più telefonate dai produttori che ci chiedono come potrebbero seguire questi principi, sono sempre più attenti alla salute ed al benessere. Questo è ciò che i concorsi di tutto il mondo come il Green Solutions Awards possono portare a chi si avventura in tecniche e soluzioni nuove: li fanno conoscere.

Moderato da : Sylvain Bosquet

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